Huawei P20 Pro: approfondimento qualità fotografica e video

Viste le tante novità introdotte nel campo fotografico del Huawei P20 Pro mi hanno spinto ad approfondire questo compatto realizzando un focus dedicato. Per avere una panoramica complessiva sullo smatphone potete andate a leggere/guardare la recensione completa.

Non una, non due ma ben tre fotocamere!

Il compatto fotografico, sulla carta, è impressionante. L’ottica principale è una 40 megapixel ƒ/1.8 RGB e sensore secondario in bianco e nero da 20 megapixel e apertura ƒ/1.6 ma non finisce qui perché troviamo anche un terzo sensore di tipo tele, zoom 3x,  con apertura ƒ/2.4 da 8 megapixel e stabilizzazione ottica. Quest’ultimo sensore viene combinato in diversi modi con le due ottiche principali. A supportare il tutto ci pensa anche il nuovo laser autofocus che arriva a 2,4 metri e dal sensore di spettro colore.

Preciso che le foto vengono scattate a 40 megapixel o in modalità automatica o manuale. Invece con le modalità notturno e ritratto viene sfruttata l’interpolazione di 4 pixel in 1, questo abbassa la risoluzione a 10 megapixel.

Il sensore tele viene invece sfruttato quando effettuiamo uno zoom 3x ma non è utilizzabile in modalità 40 megapixel, visto che il sensore non arriva ad una risoluzione cosi alta per questo bisogna scendere a 10 megapixel, dalle impostazioni, per abilitare lo zoom ottico 3x oppure possiamo spingerci a 5x, grazie all’utilizzo del sensore da 40 megapixel.

Peccato che a 40 megapixel non è possibile effettuare alcun tipo di zoom e  il software non ci permetta di passare automaticamente a 10 megapixel per sfruttare lo zoom ottico, un tocco di praticità in più poteva starci.

Il software di questo P20 Pro è in grado di riconoscere alcune scene come paesaggi, concerti, animali, cibo, fiori o ritratti e imposta automaticamente i parametri di scatto più opportuni. Ci tengo a precisare che in alcuni casi l’intelligenza artificiale tende a non riconoscere la scena giusta sparando molto alta la saturazione questo va a creare foto poco reali, quindi meglio non basarsi sui suggerimenti, meglio disattivare proprio le scene. Huawei deve ulteriormente migliorare questo riconoscimento.

Parto analizzando le foto scattate a 40 megapixel con formato 1/1.73″ e lente con lunghezza focale da 27mm, la risoluzione delle immagini è di 7296 x 5472 pixel.

In fase di presentazione Huawei ha specificato la scelta di integrare il filtro Quad Bayer in quanto si distingue dal classico filto Bayer poiché ogni pixel di colore è in realtà composto da 4 pixel. In termini pratici un sensore da 12 MegaPixel è dotato di 6 milioni di pixel verdi, 3 milioni di blu e 3 milioni di rossi.

La soluzione di Huawei permette di dedicare 4 pixel ad ogni colore, rendendo difficile la corretta colorazione da paragonare ad un classico sensore da 12 Megapixel, per questo Huawei consiglia di scattare la modalità a 10 MegaPixel.

Un’altra caratteristica è la presenza del sensore principale al centro tra le altre due fotocamere questo permette una migliore interazione fra tutte e tre ottiche. Se per esempio scattiamo una foto 3x, con la camera da 8 megapixel, verrà sfruttato anche il sensore da 40 megapixel per migliorare il livello del dettaglio, sovrapponendo il campo visivo delle due unità.

Concludendo il “pippone sui dati tecnici” il P20 Pro è l’unico smartphone in grado di raggiungere un valore di ISO di 102.400.

Tralasciando i dati tecnici, il livello del dettaglio offerto da questo sensore supera di gran lunga tutti gli altri top di gamma. Questo è associato ad un ottimo bilanciamento del bianco e una ottima esposizione.

Andando ad effettuare un crop sulle immagini si riescono a scorgere dettagli molto ben visibili e senza alcun tipo di rumore, cosa impossibile con una risoluzione più bassa.

Oltre alla risoluzione massima ho scattato alcune foto anche a 10 megapixel, sempre in automatico. Gli scatti sono sempre di buona qualità con un ottimo bilanciamento dei colori. Andando ad effettuare un crop un po di rumore di fondo è percepibile ma nulla di trascendentale.

La terza fotocamera tele è la vera novità per Huawei visto che in questi anni ha scelto sempre di affiancare il sensore monocromatico. Questo tipo di ottica ci permette di avere una visione diversa grazie ad una profondità di campo differente. Certo il livello del dettaglio non è il massimo, soprattutto a 5x.

Gli scatti in condizioni di scarsa illuminazione hanno sempre messo in crisi gli smartphone ed è proprio in questo ambito che un vero top di gamma si distingue. Huawei ha creato una modalità ad hoc chiamata notte. Sostanzialmente è possibile sfruttare una lunga esposizione, con una conseguente acquisizione di maggior luce, con l’importante supporto della stabilizzazione.

Huawei dichiara un esposizione di ben 4 secondi, anche se alcuni soggetti in movimento non sarebbero visibili con un tempo così ampio, resto quindi dubbioso sulla reale bontà dei Exif . Sta di fatto che con altri top di gamma non si arriva ad ottenere un risultato del genere, quindi tralasciando i dubbi, complimenti a huawei per aver tirato fuori questa nuova modalità.

Ci sono anche dei contro nell’utilizzo di questa modalità in quanto si va a perdere la rapidità di scatto. Aspettare quei 7 secondi ( 4 per l’esposizione e 3 per l’elaborazione software ) non ci permette effettuare degli scatti al volo, proprio per questo ho scattato anche alcune foto in modalità automatica. Il risultato resta sempre di qualità anche se la resa è differente.

Per quanto riguarda le modalità Apertura e Ritratto sono indicate principalmente per l’uso social visto che tendono ad abbassare il livello del dettaglio in favore di un maggior effetto visivo.

Infine le classiche foto in bianco e nero restano sempre molto scenografiche la lunghezza focale da 27mm in accoppiata con l’apertura f 1.6 ci riesce a garantire degli ottimi risultati.

La fotocamera anteriore è una 24 Megapixel ed è quella che mi ha convinto meno. La qualità degli scatti e buona ma tende molo a sovraesporre i soggetti. Inoltre in alcuni casi si percepisce una messa a fuoco non perfetta.

Video: non ci siamo!

Considerando la qualità riscontrata nel compatto fotografico mi sarei aspettato un risultato analogo anche per i video ma purtroppo mi sbagliavo. La risoluzione massima di registrazione è il 4k a 30 fps ma in questo caso non è possibile sfruttare la stabilizzazione elettronica EIS, che Huawei ha tanto elogiato in fase di presentazione, quest’ultima non può essere utilizzata neanche a 60fps in full HD ma solo a 1080p a 30 fps.

Un limite molto importante per un top di gamma considerando anche che la concorrenza ci permette di spingerci al 4K a 60fps e con tanto di stabilizzazione ottica.

Inoltre è possibile anche registrare video in slow motion a 960 fps e qui la presenza della stabilizzazione si fa sentire.

Inoltre il software non ci permette di passare, durante la registrazione, all’ottica tele con la classica icona 3x. Il passaggio è comunque possibile tramite il classico  pinch-to-zoom ma questo crea fastidiosi scatti alla registrazione, speriamo che huawei metta una pezza con futuri aggiornamenti software.