Recensione HTC U12 Plus: quando l’innovazione non coincide con l’usabilità

In questi ultimi anni HTC non se la sta passando per niente bene, tra bilanci trimestrali disastrosi con un solo top di gamma all’anno per proporre un prodotto di alto livello.

Oggi andiamo a provare HTC U12+ che non rappresenta solo un piccolo aggiornamento del modello precedente vista l’introduzione dell’Edge Sense 2.

I primi giorni di utilizzo di questo smartphone sono snervanti, sopratutto per cercare di capire come utilizzare al meglio i tasti virtuali e gli squeeze.

Design, Materiali ed Ergonomia

A partire da One M7, HTc ha introdotto sul mercato prodotti molto curati per quanto riguarda il design e materiali  che hanno tracciato le linee del marcato android, ma in questi ultimi anni HTC arranca a seguire i trand del mercato e questo U12+ è la conferma: niente noch e due spesse cornici frontali. Sottolineo la presenza della certificazione IP68, una caratteristica importante per un top di gamma.

Molto bella la colorazione della back cover in questa variante Traslucent Blue che lascia intravedere la componentistica interna. Inoltre è presente una curvatura ai lati che migliora la presa e limita la sporgenza del modulo fotografico.

L’ergonomia non è delle migliori ma tutto sommato si riesce ad utilizzare con una mano sola. Il sensore delle impronte posteriori si comporta egregiamente anche lo sblocco con il volto funziona discretamente.

Display

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Il display è un Super LCD 6 da 6 pollici in formato 18:9 e risoluzione QHD+ con 537 ppi e gamma cromatica DCI-P3 e supporto all’ HDR 10. La qualità di questo display è di tutto rispetto ma paragonato ad altri top di gamma si nota una minore luminosità sotto la luce diretta del sole.

Con l’analisi al colorimetro si evince una buona copertura della gamma cromatica con un delta e variabile. Preciso che, grazie al supporto software, a all’HDR 10, che entra in gioco in alcune situazioni non ci permette di effettuare una misurazione precisa.

Hardware e Prestazioni

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Parlare di prestazioni è alquanto scontato visto lo Snapdragon 845 a bordo che fa girare in maniera egregia questo U12+ con questo device si nota la reale differenza rispetto ad uno smartphone di fascia media, anche semplicemente navigando all’interno dell’interfaccia software.

Per gli amanti dei bencmark, con antutu, viene confermata la potenza di questo compatto hardware. Addirittura straccia la concorrenza con 248,552 punti, dimostrandosi il migliore in CPU e GPU. Inoltre a bordo troviamo 6GB di memoria RAM che vengono gestiti in maniera eccellente con 2.4GB sempre liberi.

Per quanto riguarda la temperature, con la camera termica non si superano i 44 gradi, la dissipazione del calore è comunque buona anche se al tatto si percepisce l’alzamento di temperatura sotto stress.

L’Adreno 630 si conferma ancora una volta un’ottima scheda grafica, se non la migliore tra le varie mobile platform. Nessun titolo pesante mette in crisi questo smartphone.

Autonomia,Audio e Ricezione

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Sotto il profilo autonomia credo che ci si ancora un margine di miglioramene per quanto riguarda l’ottimizzazione del software. La batteria è una 3.500mAh è garantisce una giornata di utilizzo. In media sono riuscito a raggiungere le 4 ore di schermo attivo, risultato buono ma ripeto c’è ancora un margine di miglioramento visto che in standby la Edge Sense 2 comsuma un pò troppo.

Il compatto audio è affidato alla tecnologia BoomSound e ai due speaker a disposizione. Il principale si occupa di andare a riprodurre i bassi mentre il secondo si comporta da tweeter, riproducendo le tonalità alte. La qualità generale è di ottimo livello.

Fotocamere

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HTC ha puntato molto anche sul compatto fotografico viste le ben 4 fotocamere. Partiamo dal modulo principale da 12MP con pixel da  1.4μm ,apertura f 1.75 con stabilizzazione ottica.

 La qualità è di tutto rispetto con una gamma cromatica molto naturale e una messa a fuoco precisa. La dimensione dei pixel ci permette di catturare dettagli, ad una buona qualità, anche con lo zoom.

La qualità, con poca illuminazione resta di grande livello, con una buona riproduzione dei colori.

La seconda ottica è una 16MP con apertura f 2.6 di tipo tele con pixel più piccoli di 1μm. Rispetto al sensore principale le gamma cromatica è differente, tende più a una tonalità scura. Vista la minore apertura in condizioni di scarsa illuminazione un po di rumore si percepisce.

Il doppio modulo frontale vede la presenza di due sensori da 8MP e apertura f/2.0. La qualità e buona ma come sempre va disattivato il brutto effetto bellezza che tende a rendere meno naturale la foto.

Finalmente, un top di gamma, si fa rispettare anche nel compatto video con un ottima registrazione in 4k a 60fps. Passibile anche effettuare slow motion in full HD a 1080p a 240fps.

Aggiornamento: 24 ore prima della pubblicazione di questa recensione HTC ha rilasciato un aggiornamento firmware che ha introdotto la possibilità di effettuare un auto zoom, sia in Full HD che in 4K a 60fps. Inoltre è stato eliminato il limite di registrazione nei video 4K a 30fps.

Soft buttons e squeeze

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Una delle novità di questo smartphone è l’implementazione dei tasti virtuali che sono in grado di rilavare la pressione esercitata. Una sorta di evoluzione del Sense Edge visto su U11 e ripreso dai Pixel di Google.

In corrispondenza dei pulsanti sono presenti delle sagome che non hanno alcun tipo di feedback fisico.

Di fondamentale importanza è il feedback aptico che viene emesso in questo modo sappiamo che il device ha risposto al comando, una sorta di taptic engine visto sugli iPhone di Apple.

L’idea non è per niente malvagia il problema di questo sistema sta nella praticità, nonostante lo stia usando da due settimane non sono riuscito bene ad entrante in sintonia con questo sistema.

Anche perché diventa snervante il dover esercitare la giusta pressione per alzare o abbassare il volume senza spararlo al massimo o abbassarlo del tutto. Inoltre spesso si finisce per premerli involontariamente e l’utilizzo in successione non viene rilevato.

Secondo il mio parere questa  tecnologia non porta un vantaggio pratico che ne giustifica l’implementazione. Ricordo ad HTC che la tecnologia deve facilitare l’uso di un prodotto.

Discorso più o meno analogo anche per gli squeeze, che possiamo attivare con una breve o lunga pressione nella parte bassa dei due lati, personalizzabili  tramite il menu dedicato all’interno delle impostazioni. 

Rispetto ai tasti virtuali gli squeeze li trovo più utili ma restano comunque scomodo l’utilizzo viste anche le dimensioni dello smartphone.

Voto Recensione

Design6
Display7
Materiali/Ergonomia7.5
Software7
Fotocamera8
Autonomia6.5
Qualità/Prezzo7

Conclusioni

7Questo HTC U12+ è un prodotto che nel complesso mi è piaciuto utilizzarlo visto che si comporta molto bene in ogni ambito, soprattutto quello fotografico e video. Ma di certo non è un prodotto perfetto ma che,secondo il mio parere, ha ancora margini di miglioramento con futuri aggiornamenti software per quanto riguarda il consumo energetico in stand-by.  Il prezzo di listino è di 799 euro e quindi leggermente inferiore rispetto ad altri concorrenti. Il grande difetto di questo smartphone sono senza dubbio i tasti virtuali, l'innovazione negli smartphone è fondamentale ma credo che questa soluzione non rappresenta quel valore aggiunto, rispetto ad altri flagship,  che diventa utile nell'uso quotidiano.  Credo che HTC abbia osato puntando più sull'innovazione che sull'usabilità una scelta che rende questo device un prodotto di nicchia. Un detto napoletano dice:"Per un acino di pepe si perde la minestra" e calza proprio a pennello per questo U12+, peccato!