Recensione Huawei P20 Pro il top di gamma da battere!

Lo scorso anno mi sono trovato a criticare pesantemente il Huawei P10. Le cose quest’anno sono cambiate visto il netto miglioramento del produttore cinese sotto molti punti di vista, dopo un ottimo Mate 10 Pro, Huawei punta tutto su questo P20 Pro focalizzandosi principalmente su due aspetti: qualità fotografica e esperienza multimediale, adesso vi spiego tutto all’interno della recensione.

Materiali e Design: ben fatto Huawei!

Vista la riduzione al minimo della cornice superiore per mantenere alcuni elementi essenziali è inevitabile la presenza del notch, che possiamo anche nascondere tramite il software.

La scocca è realizzata in vetro con angoli smussati che facilitano l’impugnatura del dispositivo. L’ergonomia tutto sommato è buona anche se il vetro lo rende scivoloso. La parte bassa, del frontale, è praticamente scopiazzata al Honor View 10.

Huawei ha puntato molto anche sulle varianti cromatiche, questa Midnight Blue fa la sua bella figura, inoltre cambia sfumatura a seconda della diversa incidenza della luce. Huawei ha puntato molto sulla variante Twilight portando anche un innovazione per quanto riguarda le colorazioni, sono curioso di sapere quale sarà la variante cromatica più venduta, anche se mi sembra scontato.

Il lettore delle impronte frontale resta a mio avviso la migliore soluzione da un punto di vista pratico, anche se diventa antiestetico, anche in questo caso si comporta sempre egregiamente sbloccando il device 8 volte su 10. Con questo P20 Pro ho usato principalmente lo sblocco con il volto visto che funziona molto bene in qualsiasi condizione di luce, a patto che manteniate la giusta distanza dal volto.

Display: OLED Full HD+, la migliore scelta!

IMG_1202

Il miglior compromesso trà qualità e consumi e proprio il display che ha integrato huawei su questo device: Full HD+ di tipo OLED con 408 ppi. La qualità del pannello è buona con ottimi angoli di visuale e dei colori tendenti a tonalità fredde, ma possiamo comunque modificare la temperatura colore all’interno delle impostazioni.

Gli angoli di visuale sono buoni con un contrasto eccellente e neri molto profondi come tutti gli OLED. Inoltre all’interno delle impostazioni e possibile andare a nascondere il notch.

Tramite l’analisi, con il colorimetro, ho riscontato un Delta E non molto positivo per i colori primari e la scala di grigi ( il valore 3 è il massimo sotto cui stare) . I nis raggiunti sono ben 432 mentre la copertura sRGB è del 134.2%.

Hardware: Kirin 970 fa il suo dovere

Huawei non ha realizzato una nuova piattaforma hardware per questo P20 Pro mi si è affidata al buon Kirin 970 ulteriormente ottimizzato con Android 8.1. Come per tutti i top di gamma la fluidità è ottima, nell’apertura delle pagine web. Resto dell’idea che 6GB di RAM non servono a molto, ma qui ci sono e rappresentano una marcia in più per sfruttare al meglio il system on chip. La gestione della RAM e discreta con un utilizzo medio del 57%.

La piattaforma hardware è la diretta concorrente della controparte Exynos e Qualcomm ma se la cava egregiamente. Peccato per la presenza del Bluetooth in versione 4.2 rispetto all’attuale 5.0.

Le prestazioni delle GPU sono scontate, vista la potenza della Mali-G72. Tutti i titoli anche quelli che richiedono un maggiore sforzo dell’hardware si comportano in maniera eccellente.

Le temperature registrate, con la camera termica, raggiungono picchi di 45 gradi sotto bencmark nulla di particolarmente preoccupante anche se con lunghe sessioni di gioco il calore al tatto da un po fastidio.

Batteria, Audio e Ricezione:

IMG_1232

L’autonomia di questo P20 Pro è ottima si riesce tranquillamente a raggiungere le quasi 5 ore di schermo attivo e in giornate con un uso medio si riesce anche coprire due giorni di utilizzo. Come sempre il discorso batteria è molto soggettivo ma questa 4000 mAh si comporta in modo egregio.

Anche Huawei segue gli altri produttori con la possibilità di godere di un audio stereo andando a sfruttare anche la capsula auricolare. La qualità audio è decisamente superiore inoltre, il sistema, è in grado di variare la consistenza del suono rispetto all’orientamento dello smartphone (verticale/orizzontale). La ricezione si comporta molto bene come il GPS.

Fotocamere

IMG_0057

Il compatto fotografico, sulla carta, è impressionante. L’ottica principale è una 40 megapixel ƒ/1.8 RGB e sensore secondario in bianco e nero da 20 megapixel e apertura ƒ/1.6 ma troviamo anche un terzo sensore di tipo tele, zoom 3x,  con apertura ƒ/2.4 da 8 megapixel e stabilizzazione ottica. 

A 40 megapixel non è possibile effettuare alcun tipo di zoom e  il software non ci permetta di passare automaticamente a 10 megapixel per sfruttare lo zoom ottico, un tocco di praticità in più poteva starci.

Parto analizzando le foto scattate a 40 megapixel. Tralasciando i dati tecnici, il livello del dettaglio offerto da questo sensore supera di gran lunga tutti gli altri top di gamma. Questo è associato ad un ottimo bilanciamento del bianco e una eccellente esposizione.

Andando ad effetturare un crop sulle immagini si riescono a scorgere dettagli molto ben visibili e senza alcun tipo di rumore, cosa impossibile con una risoluzione più bassa.

 La terza fotocamera tele è la vera novità per Huawei visto che in questi anni ha scelto sempre di affiancare il sensore monocromatico. Questo tipo di ottica ci permette di avere una visione diversa grazie ad una profondità di campo differente. Certo il livello del dettaglio non è il massimo, soprattutto a 5x.

Gli scatti in condizioni di scarsa illuminazione hanno sempre messo in crisi gli smartphone ed è proprio in questo ambito che un vero top di gamma si distingue. Huawei ha creato una modalità ad hoc chiamata notte. Sostanzialmente è possibile sfruttare una lunga esposizione, con una conseguente acquisizione di maggior luce, con l’importante supporto della stabilizzazione.

La qualità degli scatti è ottima anche se ci sono dei contro in quanto si va a perdere la rapidità di scatto. Aspettare quei 7 secondi ( 4 per l’esposizione e 3 per l’elaborazione software ) non ci permette di effettuare degli scatti al volo

La fotocamera anteriore è una 24 Megapixel ed è quella che mi ha convinto meno. La qualità degli scatti e buona ma tende molo a sovraesporre i soggetti. Inoltre in alcuni casi si percepisce una messa a fuoco non perfetta.

Tutti gli altri scatti

Video: non ci siamo per niente!

Considerando la qualità riscontrata nel compatto fotografico mi sarei aspettato un risultato analogo anche per i video ma purtroppo mi sbagliavo. La risoluzione massima di registrazione è il 4k a 30 fps ma in questo caso non è possibile sfruttare la stabilizzazione elettronica EIS, che Huawei ha tanto eloggiato in fase di presentazione, quest’ultima non può essere utilizzata neanche a 60fps in full HD ma solo a 1080p a 30 fps.

Un limite molto importante per un top di gamma considerando anche che la concorrenza ci permette di spingerci al 4K a 60fps e con tanto di stabilizzazione ottica.

Inoltre è possibile anche registrare video in slow motion a 960 fps e qui la presenza della stabilizzazione si fa sentire.

Il software non ci permette di passare, durante la registrazione, all’ottica tele con la classica icona 3x. Il passaggio è comunque possibile tramite il classico  pinch-to-zoom ma questo crea fastidiosi scatti alla registrazione, speriamo che huawei metta una pezza con futuri aggiornamenti software.

Voto Recensione

Design8
Display8
Materiali/Ergonomia8.5
Software8
Fotocamera9.5
Autonomia9
Qualità/Prezzo8

Conclusioni

8.4Tirare le somme su questo P20 Pro è molto difficile visto che al momento incarna tutte le caratteristiche del miglior top di gamma sulla piazza. Il limite più importante resta la registrazione video, per niente all'altezza di un device top, e una fotocamera frontale che non mi ha molto convinto. In un 2018, dove Samsung ha fatto un piccolo passo in avanti con il suo S9, Huawei fa un bel balzo in avanti con questo P20 Pro che vanta il miglior compatto fotografico del momento, un autonomia eccellente e prestazioni ai massimi livelli. Non tollero molto la somiglianza con Honor View 10 visto che si tratta di un prodotto di fascia inferiore a questo P20 Pro e soprattutto perchè un acquirente di questo device si aspetta un prodotto con un design "nuovo" e non con alcune piccole scopiazzature da altri prodotti. Il prezzo di listino di questo P20 Pro è alto, 899 euro, anche se già lo si trova sotto i 600 euro. Questo smartphone conferma ancora che tra midrange e top di gamma continua ad esserci una netta differenza, certo le prestazioni sono pressoché simili ma tutte queste piccole funzioni avanzate fanno la differenza. Il claim pubblicitario di questo P20 Pro è "un nuovo rinascimento della fotografia" mi sa che Huawei, a questo giro, ci è riuscita alla grande.