Un mese con Huawei Mate 20 Pro: il miglior top di gamma del 2018? | Recensione

Huawei si è giocata il tutto per tutto lanciando Mate 20 Pro che sulla carta si propone come il migliore smartphone top di gamma viste anche alcune tecnologie introdotte per la prima volta su uno smartphone e con un comparto hardware e software più completo di sempre.

Rispetto agli altri smartphone che proviamo ho deciso di dedicare più tempo a questo Mate 20 Pro di Huawei per questo colgo l’occasione per introdurre una recensione più approfondita di un dispositivo, rispetto alla classica settimana di prova, dove andremo ad analizzare il comportamento dello smartphone su un lungo periodo di utilizzo.

Design e sistemi di sblocco:  in pieno stile Huawei

Gli smartphone con dimensioni superiori ai 5 pollici non mi hanno mai entusiasmato per una questione di comodità nell’utilizzo quotidiano ma questo Mate 20 Pro mi ha fatto cambiare idea. Il display da 6.39 pollici accoppiato al formato 19.5:9 rende questo device utilizzabile anche con una sola mano.

Ovviamente abbassare la tendina delle notifiche con la medesima mano è impossibile ma questo vale per tutti gli smartphone. Il vetro anteriore è un Gorilla Glass 5 con bordi Edge, palesemente scopiazzati da S9/s9+, che di fatto non hanno alcuna utilità  visto che non è presenta nessuna funzione software. 

Ancora una volta huawei ha puntato molto sulle colorazioni con le due nuove varianti Emerald Green e Blu che integrano anche una texture che migliora molto il grip. 

Mi è piaciuta la scelta del tasto di accensione/spegnimento in colorazione rossa. Il Notch resta una soluzione che non ho mai condiviso ma che giustifico visto che integra la 3D Depth Sensing Camerache permette la scansione 3D del volto.

Dopo iPhone X/Xs e XR questo sistema di sblocco, basato sulla stessa tecnologia, è in assoluto il migliore nel panorama degli smartphone Android vista la reattività di sblocco ma soprattutto perché funziona in ogni tipo di condizione di illuminazione ambientale.

Ma i sistemi di sblocco non finiscono qui vista la presenza del sensore di impronte digitali sotto al display. La reattività allo sblocco è ottima e non ho mai avuto problemi di riconoscimento dell’impronta forse avrei preferito un posizionamento del sensore più in basso ma credo che dietro questa scelta ci siano esigenze tecniche.

Display: un bel passo in avanti

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Rispetto a P20 Pro Huawei fa un altro passo in avanti per quanto riguarda il display. Una volta configurato il dispositivo troverete il display impostato su “Risoluzione Intelligente” in WFHD+ con modalità colore intensa.  Nel corso di questo lungo periodo ho utilizzato il dispositivo sia in modalità normale che intensa. Tra le due preferisco la seconda anche perché rende i colori più vividi.

La visibilità sotto alla luce del sole è ottima. Tramite i test con il colorimetro, effettuati in modalità normale per non alterare i risultati,  abbiamo raggiunto un picco di 460 nits di luminosità con un Delta E dal 1.1 al 3.6 con una copertura sRGB del 130%.

Tralasciando questi tecnicismi ci troviamo difronte ad uno dei migliori display OLED del 2018 come tutti i pannelli dotati di questa tecnologia i bianchi tendono all’azzurrino mentre i neri sono perfetti.

Mate 20 Pro è dotato dell’Always On Display che di fatto serve veramente a poco considerando che non è possibile interagire con applicazioni di terze parti il che rende questa funzione inutile in quanto non è possibile visualizzare le notifiche. Ottimo anche il trattamento oleofobico.

 

Hardware e Prestazioni

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Non approfondisco il discorso Benchmark perché mi sembra ovvio che il Kirin 980 sia una delle piattaforme più preformanti del momento. Huawei sta iniziando a raccogliere i frutti di questi ultimi anni di lavoro superando Qualcomm con questo processore a 7nm con intelligenza artificiale e modem Gigabit.

Il vero limite di questa piattaforma  è il software che non mette in mostra le reali potenzialità dell’hardware presente in questo dispositivo che forse solo con i futuri aggiornamenti scopriremo pian piano. Mi sembra banale parlare di prestazioni vista l’esecuzione in contemporanea dei tanti task e la possibilità di poter giocare e visualizzare contenuti in 4K senza alcun tipo di problema. Tra i titoli più pesanti provati troviamo Asphalt 9, Modern Combat 5, Free Fire,Real Recing e fortnite non ho riscontrato alcun tipo di bug o rallentamento il tutto gira in maniera egregia.

Non mi è molto piaciuta la scelta di integrare una Nano Card proprietaria per l’espansione di memoria meglio restare sul classico standard ma 128gb di storage sono più che sufficienti.

Per quanto riguarda le temperature, misurate con la camera termica con bencmark in esecuzione, si attestano intorno a 35 gradi un ottimo risultato considerando la potenza di questa piattaforma hardware.

Fotocamere: finalmente la grandangolare

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Huawei continua ad alzare ulteriormente l’asticella sul compatto fotografico. Eliminando il sensore monocromatico in favore della fotocamera grandangolare da 20MP.

I restanti sensori restano uguali a P20 Pro con sensore principale da 40MP e un  teleobiettivo 3x da 8MP l’unica ad essere stabilizzata otticamente.

Fatta una piccola introduzione passiamo ad analizzare ogni singola ottica partendo proprio dal sensore principale apertura f/1.8.

Il livello del dettaglio è veramente impressionante e soprattutto dobbiamo spingerci ad un crop molto importante per iniziare a vedere i pixel. Si perde un pò di qualità con poca illuminazione ma i colori restano molto fedeli. Mi posso sbilanciare dicendo che quest’ottica può sostituire una reflex entry level.

Ma arriviamo all’ottica che è la vera protagonista di questo smartphone, che personalmente aspettavo da P9, cioè la fotocamera grandangolare da 20MP con apertura f/2.2, equivalente ad un 16mm.

Uno dei problemi che affliggono questo tipo di ottiche è la distorsione ai lati ma non è questo il caso vista l’assenza di distorsione ai bordi. Importante sottolineare che è possibile sfruttare la modalità notte (Night Shot) anche su quest’ottica e vi posso assicurare che il risultato è veramente di grande qualità.

Un’altro dettaglio da sottolineare è la messa a fuoco fino a 2.5 centimetri di distanza per effettuare le classiche“Super Macro” che viene attivata automaticamente, con Al attivo,  passando alla camera grandangolare.

La terza camera da 8MP con apertura f/2.4  è quelle che convince decisamente meno e decisamente sotto rispetto a Galaxy S9+ e iPhone visto che tende a sgranare molto per cui diventa inutilizzabile in condizioni di scarsa illuminazione.

Chiudiamo con la camera anteriore da 24MP che sostanzialmente mi è sembrata identica a quella di P20 Pro, migliorata leggermente la gestione dell’esposizione per il resto la qualità resta media ma uno scalino più sotto rispetto agli altri top di gamma.

Dedico due righe anche al  Master AI 2.0 ovvero all’intelligenza artificiale  che su P20 Pro ho ampliamene criticato vista il non perfetto riconoscimento delle scene ed una tendenza ad aumentare troppo la saturazione.  Con la nuova versione l’intervento dell’Al è stato di attenuato cercando di mantenere più naturali i colori senza saturarli troppo, un bel passo in avanti. Resta ancora da migliorare il colore dell’incarnato e l’effetto bokeh nei ritratti ancora troppo elaborato via software.

Video: Finalmente da top di gamma

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Finalmente la qualità video si allinea agli altri competitors e la nuova stabilizzazione digitale entra in gioco su tutte e tre le ottiche e anche in 4K a 30fps si comporta in maniera eccellente, inoltre è possibile passare tra le varie ottiche senza interrompere la registrazione, lo switch è veloce e non altera la qualità del video.

Tra tutte e tre le ottiche la migliore è di gran lungo la grandangolare soprattutto per la stabilizzazione. Al terzo posto metto la Tele che di fatto è l’ottica con più limiti di tutte.

Da mensionare anche i filtri è in particolare la funzione Al Color che riconosce il soggetto principale mantenendo i colori rispetto al resto del background che diventa in bianco e nero. Però per attivarlo dovrete avviare la registrazione con effetto già applicato visto che non è possibile inserirlo una volta che avrete avviato la registrazione.

Software: nuova EMUI 9, nulla di nuovo

 

Mate 20 Pro integra la nuova EMUI 9 basata su Android 9 Pie di fatto non c’è stato un grande stravolgimento dell’interfaccia utente ma solo dei piccoli miglioramenti.

L’utilizzo generale dell’interfaccia resta pressoché invariato rispetto alla EMUI precedente anche se mi sarei aspettato qualche tema o icone personalizzate un qualcosa che comunque differenzi questo Mate 20 Pro dal cugino P20 è un dettaglio però stiamo parlando comunque dell’offerta top di casa Huawei per cui qualche caratteristica in esclusiva ci poteva stare.

Un’altro importante passo in avanti è stato fatto grazie alla nuova modalità desktop attivabile anche in wireless. Il display dello smartphone viene usato come touchpad per il puntatore del mouse. Nel corso di questo mio test, su lungo periodo, ho notato un netto miglioramento nell’input lag sullo spostamento del cursore, insomma le premesse ci sono ma c’è ancora da migliorare per quanto riguarda la fluidità.

Batteria,Audio e Ricezione

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In questo mese di utilizzo devo dire di averlo massacrato tanto cercando di sfruttare al massimo tutta la potenza hardware e devo ammettere che la batteria mi ha convinto riuscendo anche a chiudere alcuni giorni con 6/7 ore di schermo attivo.

Qui faccio un plauso a Huawei perchè Mate 20 Pro è un prodotto che pesa solo 184g ed ha uno spessore di 8,6 millimetri e qui dentro troviamo una batteria da 4.200mAh. Mate 20 prò supporta anche la ricarica wireless fino a 15W.

Un’altra novità è l’introduzione del reverse charging cioè la possibilità di poter ricaricare altri dispositivi, compatibili con lo standard Qi a 7W, semplicemente appoggiandoli al retro del Mate 20 Pro. Questa funzione può essere utilizzata non solo per gli smartphone ma anche per i tanti accessori che pian piano stanno abbandonando i classici cavi di ricarica.

Scelta coraggiosa quella di integrare lo speaker di sistema all’interno della posta USB-C. Il Design resta uno degli elementi importanti per uno smartphone ma se va ad intaccare una funzione importante meglio fare un passo indietro infatti questa scelta non mi ha convito visto che la qualità generale non è male ma di certo è inferiore ad alti top di gamma nonostante la capsula auricolare cerca di mettere una pezza.

Le mancanze si notano soprattutto sui bassi ma se state ricaricando il dispositivo sappiate che l’audio sarà leggermente più ovattato vista la porta USB occupata dal connettore, forse era meglio inserire il classico speaker.

Nulla da segnalare per quanto riguarda la connettività visto che anche all’estero in roaming si è comportato perfettamente senza alcun tipo di problema.

Voto Recensione

Design9
Display8
MATERIALI/ERGONOMIA8.5
SOFTWARE8
FOTOCAMERA9.6
AUTONOMIA9
QUALITÀ/PREZZO8

Conclusioni

8.6Huawei Mate 20 Pro: il miglior top di gamma del 2018? certamente no perché uno smartphone è un po come un capo di abbigliamento non è detto che calzi bene a tutti è sempre un discorso molto soggettivo ma è innegabile che Huawei abbia fatto un bel passo in avanti con questo device, a pochi mesi da P20 Pro che comunque mi aveva convinto ma questo Mate 20 Pro è più bello esteticamente ha prestazione di gran lunga superiori e soprattutto integra nuove tecnologie. Resta sotto alla concorrenza per quanto riguarda l'audio e video, nonostante il piccolo passo in avanti rispetto a P20 Pro, ma nel complesso è un dispositivo che convince molto e credo che questo sia il dispositivo da battere nel 2019. Huawei ha certamente alzato l'asticella ma anche il prezzo è lievitato di parecchio 1099 euro a listino per questo Mate 20 Pro. Prezzo che tutto sommato è in linea con la fascia top. Il punto forte di questo smartphone è indubbiamente il compatto fotografico anche se la camera tele fa calare il mio giudizio sul compatto fotografico.